Sinistra e LibertàLa dichiarazione di voto è una sorta di tradizione, anche se raramente porta bene (vedi 2004, 2006, 2008) e arriva in questo caso all'ultimissima ora senza la possibilità di articolare un po' il ragionamento. Di sicuro l'entusiasmo è sotto i piedi, e si va a votare per senso del dovere e poco altro, tanto che per le elezioni provinciali di Milano non ho ancora un'idea precisa - ammesso che possa fare una qualsiasi differenza; magari posso consolarmi di non dover più votare a Bologna, dove esattamente cinque anni fa passavo i giorni a volantinare, e sembra un paio di secoli fa.

Per le elezioni europee si voterà allora Sinistra e Libertà, il cartello elettorale a sinistra del PD (ormai inavvicinabile per chiunque abbia un po' di amor proprio) che cerca di superare lo sbarramento del 4% dei voti nazionali.

In particolare, voglio dare la preferenza a Claudio Fava, deputato europeo uscente del PSE che ha fatto un buon lavoro nell'Europarlamento uscente in particolare nella cosiddetta "Commissione CIA" che ha cercato di indagare le illegali renditions dei segreti segreti americani in territorio europeo con la complicità dei nostri governi nazionali.


La Repubblica raccoglie e pubblica in video tutte le domande aperte sul "caso" di Noemi Letizia, puntando all'effetto virale con l'indicazione esplicita Pubblica il video sul tuo sito o blog. Interessante e ben fatto.

Ricevo una lettera da Amnesty International che mi ricorda giustamente che non ho ancora rinnovato la mia iscrizione per l'anno a venire. Sulla busta era stampato lo slogan per la campagna, "Ti sei davvero arreso?"

Per la prima volta mi è venuta la voglia di rispondere. Sì.

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Sin dall'acquisizione di YouTube, Google ha avuto problemi per trasformare il costoso e famoso servizio di video in una macchina redditizia; ora pare voglia andare per le spicce inserendo pubblicità pesante e molto invasiva dentro il video stesso, come dimostra questo screenshot.

Cosa c'entra la pubblicità per "Gay Marriage"? Forse perché questo video era inserito in un post del blog di Andrew Sullivan, giornalista conservatore e omosessuale. Vedo problemi...

Poche cose passano come il tempo. Andare a riguardare cose scritte nel passato è un esercizio di umiltà come nessun altro. Quattro anni fa, e sembra un secolo, concludevo la mia personale partecipazione alle elezioni americane con un post buio e pessimista che non lasciava speranze a un Partito Democratico che non solo aveva di nuovo con John Kerry perso la presidenza sul filo di lana, ma che era stato buttato all'opposizione sia alla Camera che al Senato. Un'opposizione che sembrava sarebbe stata eterna.

Solo due anni dopo invece i Democratici hanno riconquistato il controllo del Congresso, e le screditate politiche di Bush-Cheney hanno distrutto la base elettorale dei Repubblicani. Come pronosticato Bush ha eletto un nuovo Chief Justice della Corte Suprema, ma l'equilibrio della Corte non è ancora stato rotto e questo compito ricadrà comunque nelle braccia del 44° presidente.

Raramente sono stato così felice di avere sbagliato analisi (non che sia stato il solo, ovviamente) anche se in un angolo di uno degli ultimi paragrafi ho trovato una nota che mi ha fatto sorridere:

il panorama è desolante, con la sola vittoria di Barack Obama in Illinois a dare un po’ di speranza

Hope.

Si dice troppo spesso di come il nostro paese sia slegato da modi e stili europei, eppure per un pestaggio fatale a un ragazzo di colore al grido di 'sporco negro' si afferma che non si trattava di motivi razziali, mentre per i cori 'Duce Duce' allo stadio di Sofia certamente non si può dare una connotazione politica.

È insomma bello che anche in Italia si stia affermando la cultura britannica dell'understatement.

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Titolo di Repubblica.it di oggi; io penso solo che qualche anno fa nessuno si sarebbe permesso di dire o pubblicare cose del genere.

alaovestbadge.png Probabilmente stanchi delle mie continue divagazioni sulle elezioni americane gli amici di MenStyle.it mi hanno proposto di aprire un blog a tema. Siccome la fantasia non è il nostro forte eccolo qua: L'Ala Ovest.

Mentre la campagna di John McCain si avvita su sé stessa, credo sia ormai ora di dare sfogo all’ossessione che ha consumato buona parte del mio tempo online delle ultime settimane fino al punto di suscitare commenti preoccupati da parte di chi mi stava vicino… Chi è veramente la candidata scelta da McCain per la vicepresidenza? E soprattutto, perché il vecchio senatore ha scelto una come Sarah Palin?

Si sono spesi fiumi di inchiostro (reale o virtuale) sulla Palin dopo la convention repubblicana di St. Paul, e molte pagine adoranti su quella che sembrava essere una nuova icona femminile, perdipiù conservatrice e simile al prodotto di un telefilm come Quella casa nella prateria. Purtroppo le prime analisi hanno peccato di ingenuità, concentrandosi più sul fatto che si trattasse di una donna e quindi (con un’equazione semplicistica) destinata a pescare nell’elettorato delle fedeli deluse di Hillary Clinton. In realtà, l’essere una donna è stato a mio avviso più un elemento di (desiderato) disturbo più che una caratteristica vera e propria nella scelta del candidato, e questa facciata comincia a cadere ora che l’impreparazione della Palin si dimostra fuori di ogni dubbio.

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